Riciclo

Riciclo

Attraverso il recupero e il riciclo, le materie plastiche divenute rifiuti rinascono sotto forma di nuovi prodotti o di energia. Hanno una seconda vita e non vengono sprecate, a vantaggio nostro, dell’ambiente e soprattutto delle generazioni future.

Il riciclo è un processo industriale organizzato essenzialmente in 3 fasi:

- raccolta dei rifiuti;

- lavorazione dello scarto;

- nuova vita della plastica.

1. RACCOLTA DIFFERENZIATA

Attraverso la raccolta differenziata i cittadini dividono e diversificano i rifiuti per tipologia (alimenti, carta, vetro, metallo, rifiuti indifferenziati, plastica) in modo tale da indirizzare ogni tipo di scarto al trattamento più adatto. E’una pratica molto importante che responsabilizza ciascuno di noi e che sta pian piano sostituendo in tutti i Comuni la precedente raccolta indifferenziata e meno utile.

La raccolta differenziata delle materie plastiche riguarda in particolare gli imballaggi e coinvolge oggi quasi il 90% della popolazione. All’inizio si faceva solo per le bottiglie e i flaconi. Attualmente si sta allargando anche agli imballaggi in plastica utilizzati per gli alimenti, come sacchetti, scatole, vaschette, pellicole...

È molto importante sapere cosa esattamente va conferito nella raccolta differenziata della plastica. A tale scopo è possibile consultare l’utile e semplice schema fornito da COREPLA, Consorzio Nazionale che si occupa proprio della Raccolta, Riciclo e Recupero degli Imballaggi in Plastica.

2. LAVORAZIONE DEI RIFIUTI

Dopo la fase di raccolta differenziata, la plastica viene portata negli impianti di trattamento. Qui è separata da altre impurità e suddivisa per tipologia di polimero (PE, PVC, PP, PET, PS..).

Il procedimento di riciclo può essere:

- meccanico, è il più comune e prevede la trasformazione “da materia a materia”: dalla plastica non più utilizzata, attraverso un processo di sintesi, si ottengono scaglie o granuli che verranno utilizzati per produrre nuovi oggetti.

- chimico, meno comune ma già usato a livello industriale ad esempio per il PVC: questo processo mira a spezzare le molecole di base della plastica (polimeri) per ottenere le materie prime di partenza (monomeri) da utilizzare nuovamente nella produzione.

La plastica non raccolta o non riciclata può essere destinata al recupero energetico mediante il processo di termovalorizzazione. Dopo uno specifico trattamento di selezione e triturazione, è possibile ricavare combustibili alternativi (CDR) utilizzati nei processi industriali (per esempio nei cementifici) e per la produzione di energia termoelettrica.


Il recupero energetico prevede di riutilizzare l'energia contenuta nei rifiuti plastici, che deriva dal petrolio ed è interamente sfruttabile: la plastica infatti ha un potere calorifico paragonabile a quello del carbone.

3. NUOVA VITA

La plastica è ora pronta ad una nuova vita sotto forma di “materia prima seconda”, così chiamata per sottolineare che le caratteristiche tecniche e chimiche del nuovo prodotto riciclato sono molto simili a quelle del materiale iniziale che lo ha generato.

Vediamo alcuni dei principali riutilizzi delle materie plastiche:

- con il PET riciclato si ottengono nuovi contenitori ora anche per alimenti, bottiglie per acque minerali e bevande analcoliche (che però devono contenere almeno il 50% di materiale vergine), fibre per imbottiture, maglioni, moquette, interni per auto, lastre per imballaggi vari;

- con il PVC riciclato si realizzano tubi, scarichi per l’acqua piovana, raccordi, passacavi, profili per serramenti e avvolgibili e altri prodotti nel settore edile;

- con il PE riciclato si ottengono nuovi contenitori per i detergenti di casa o per uso personale, tappi, pellicole per imballaggi, casalinghi e così via.

Nel caso di trattamento di diversi tipi di plastica insieme, si ottiene plastica riciclata eterogenea usata ad esempio per la realizzazione di panchine, parchi giochi, recinzioni, arredi per la città e cartellonistica stradale.


Riciclare la plastica è quindi un dovere civico che coinvolge il cittadino e l’industria.

Alcune curiosità in giro per il web testimoniano quanto questa pratica sia utile per l’ambiente in cui viviamo e per quello in cui vivranno le generazioni a venire:

• la plastica recuperata, come detto, si può trasformare in energia: con una bottiglia di plastica è possibile tenere accesa una lampadina di 60 watt per un'ora; 

• con 20 bottiglie di plastica si realizza un pile;

• negli ultimi 20 anni l'uso della plastica nelle automobili è aumentato del 114% e si stima che, senza questo materiale, le auto peserebbero circa 200 kg in più;

• riciclando 1 Kg (= 25 bottiglie ) di plastica, si risparmiano ben 30 KWh = 300 lampadine da 100 W accese per 1 ora.