Arriva dal Sud-Ovest della Francia un’invenzione molto utile: “Helper”, un drone utilizzato per le operazioni di salvataggio in mare che nasce dall’idea del medico Fabien Farge come valido aiuto per bagnini e soccorritori.

Grazie anche all’utilizzo della plastica per realizzarlo, il robot è resistente ma leggero e quindi in grado di volare a una velocità di 55 Km/h e di raggiungere il bagnante in difficoltà quattro volte più velocemente di un guardaspiaggia. 

Progettato per resistere ai forti venti, è dotato di un salvagente che, rilasciato con un alto grado di precisione a pochi centimetri dalla persona da salvare, al contatto con l’acqua si gonfia in automatico. E di sensori e telecamera che segnalano al soccorritore l’esatta posizione e le condizioni del bagnante.

Nella regione costiera delle Landes “Helper” ha già salvato la vita di oltre 50 persone e potrà essere impiegato altrove anche per altre importanti e delicate funzioni: soccorso in montagna, estinzione di piccoli incendi boschivi, trasporto di defibrillatori e altro ancora.


Maggiori info: http://www.helper-drone.com/

Postata da Matteo

Si chiama “Zipline” o più semplicemente “Zip” ed è un drone con una missione molto importante: consegnare sangue e medicine nelle regioni più remote e inaccessibili del mondo. 

Ha un’apertura alare di quasi 2,5 metri ma un peso di soli 10 Kg, essendo realizzato completamente con polimeri. È in grado di trasportare un carico di 1,3 kg di medicine e sangue. 

Parte con un sistema a catapulta e può percorrere fino a 70 km in circa 30 minuti, volando ad un’altezza di 100 metri grazie ad un preciso sistema GPS che sfrutta la rete cellulare del Paese. Quando si avvicina all’obiettivo, Zip si abbassa e rilascia il suo prezioso contenuto che scende dolcemente a terra con un piccolo paracadute di carta monouso. Poi rientra alla base per concludere la sua corsa senza bisogno di una pista di atterraggio.

La sua prima destinazione è stata il Ruanda in Africa, come area test per rifornire gli ospedali e in particolare le piccole cliniche difficili da raggiungere per via delle tante colline e delle strade sterrate spesso allegate durante la stagione delle piogge.

In base ad un accordo tra la Zipline, start up californiana, e il Governo del Ruanda, a partire dallo scorso luglio, 15 droni “Zip” hanno consegnato sacche di sangue e prodotti medicali a 21 centri medici sparsi per il Paese, con oltre 150 consegne al giorno.


Ulteriori informazioni: http://flyzipline.com/product/

Postata da Alessandro

10 anni fa 2 studentesse di design svedesi, Anna Haupt e Terese Alstin, hanno creato la società Hövding. Sono partite dalla semplice osservazione che molti ciclisti non indossavano il casco protettivo soprattutto per motivi estetici ed emozionali, per sentire il “vento tra i capelli” quando si pedala. Hanno così creato un particolare sistema di protezione che si basa sul concetto dell’airbag, una sorta di collare “scalda collo” in plastica che si gonfia, riconoscendo un comportamento anomalo, per proteggere testa e collo del ciclista da eventuali impatti pericolosi. Il potere di assorbimento degli urti risulta 3 volte superiore rispetto ad un tradizionale casco da bici. È stato calcolato che, in un incidente a 25 Km/h, il rischio di un serio infortunio alla testa sia di circa il 90% e che scenda al 2% utilizzando questo innovativo sistema protettivo.
La tecnologia, sviluppata insieme a Volvo, si avvale di precisi sensori che aprono l’airbag in un decimo di secondo sfruttando le proprietà dell’elio.
Con un’autonomia di circa 10 ore, questo sistema protettivo può essere ricaricato con un semplice cavo USB e viene attivato con un piccolo pulsante posto sul fronte del “collare”.
L’attenzione alla sicurezza è sempre più un tema fondamentale negli sport di diverso genere. In una precedente news un amico ci aveva segnalato un sistema analogo pensato per gli sciatori.

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Postata dalla Redazione

 

Siamo in piena stagione sciistica e da oltralpe arriva un’innovazione per la sicurezza degli amanti della neve. Una sorta di airbag protettivo in materiale plastico ideato da un’azienda francese che attualmente viene già utilizzato da 45 atleti professionisti della Coppa del Mondo di Skicross e che sarà disponibile per tutti gli sciatori a partire dall’estate 2016.

In pratica si tratta di una maglia da indossare sotto la tuta da sci che, attraverso una particolare tecnologia, si gonfia automaticamente in meno di 100 millisecondi, in caso di caduta, per proteggere la parte superiore del corpo (collo, torace, colonna vertebrale, addome e fianchi). Fornisce un assorbimento dell’energia di impatto 4 volte superiore ad un normale paraschiena e l’airbag può essere riutilizzato più volte.

L’elettronica del sistema è contenuta in una piccola scatola posta nella parte posteriore della maglia e agisce come “cervello” dell’airbag con sensori e un algoritmo capaci di anticipare l’impatto e di inviare il comando di apertura in tempi da record. La precisione dell’algoritmo è inoltre destinata ad aumentare con l’uso da parte di sempre più sciatori, attraverso una raccolta dati per perfezionarlo ulteriormente.

Dato il successo ottenuto, l’azienda sta considerando di sviluppare questa protezione in plastica ad alta tecnologia anche per altri settori: ciclismo, motociclismo, sicurezza in edilizia e come tutore per le persone più anziane.

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Fonte: Plastics the Mag

Postata da Claudio

Il vecchio walkman va in pensione, sostituito da lettore CD, Mp3 e iPod. A partire dallo scorso marzo, è cessata infatti la produzione del lettore audio tanto caro alla generazione degli over 25. Nato nel ’79 e realizzato nelle sue varie versioni in 350 milioni di pezzi, il walkman è un baby pensionato di 27 anni. A volte il progresso sa essere spietato! Ma una certezza c’è: il walkman rivive negli stessi polimeri che costituiranno Mp3 e iPod.

La sicurezza sulle due ruote, si sa, non è mai troppa. Oltre al “casco ben allacciato e alle luci anche di giorno”, ecco il giubbotto con l’air bag concepito per motociclisti e scooteristi. Si tratta di un sistema di protezione per le parti del corpo più vulnerabili ai traumi (parte superiore del torso, collo e testa) che si attiva in caso di caduta. Un cuscino di plastica che attutisce i colpi nelle zone più a rischio.

Da motosicurezza.com

A partire dal primo lancio del russo Yuri Gagarin nel 1961 fino alla recente Stazione Spaziale Internazionale (ISS), abitata interrottamente dal 2 novembre 2000 da almeno 2 astronauti ad un altezza di 386 Km, la conquista dello spazio non sarebbe stata possibile senza la plastica. E’ infatti una componente chiave nei veicoli, negli equipaggiamenti, nell’abbigliamento e non solo... A partire dal primo lancio del russo Yuri Gagarin nel 1961 fino alla recente Stazione Spaziale Internazionale (ISS), abitata interrottamente dal 2 novembre 2000 da almeno 2 astronauti ad un altezza di 386 Km, la conquista dello spazio non sarebbe stata possibile senza la plastica.

E’ infatti una componente chiave nei veicoli, negli equipaggiamenti, nell’abbigliamento e non solo. Grazie a speciali imballi polimerici multistrato, il cibo degli astronauti potrà ad esempio essere refrigerato e scaldato al microonde: pillole e alimenti in polvere saranno così sostituiti da snack, bistecche e persino cocktail di gamberi. Molti dei materiali plastici impiegati nelle missioni spaziali vengono poi trasferiti nell’uso quotidiano: telefoni cellulari, schermi al plasma, computer palmari, fotocamere digitali provengono direttamente dallo spazio… forse non tutti sanno che:

Molte scatole per la pizza da asporto sono realizzate con materiale polimerico metallizzato in origine utilizzato nello spazio come riflettore per il calore

Il joystick in plastica stampata del videogame ThrustMaster utilizza il comando manuale rotazionale costruito per il programma Space Shuttle

La Statua della Libertà e molti altri monumenti storici sono protetti dalla corrosione da un rivestimento a base di polimeri originariamente messo a punto per le piattaforme di lancio

Gli scarponi da sci in plastica hanno oggi una migliore flessibilità grazie alle tecnologie progettate per le tute spaziali

La copertura dello stadio sportivo di Atlanta è composta da un tessuto a base di plastica precedentemente messo a punto per le tute spaziali dell’Apollo

L’apparecchiatura di supporto vitale degli astronauti è stata adattata per creare autorespiratori leggeri per i vigili del fuoco

A volte però accade anche il contrario: materiali molto comuni nella nostra vita quotidiana vengono utilizzati anche nello spazio. Alcuni scienziati della Nasa hanno infatti realizzato tute protettive per i futuri astronauti che raggiungeranno Marte utilizzando un nuovo materiale che deriva dai normali sacchetti di plastica dei supermercati. Secondo gli studiosi americani le nuove tute derivanti dalla plastica, rispetto a quelle in alluminio finora impiegate, sono molto più efficaci a bloccare le radiazioni dannose e sono tre volte più leggere.

E' una sorta di "libreria delle plastiche" e nasce al Museo Nazionale della scienza e della tecnica a Milano in occasione dell'inaugurazione della nuova sezione dedicata alle materie plastiche ed uno dei suoi più celebri inventori, il premio Nobel Giulio Natta; è poco noto infatti come l'atto di nascita di uno dei polimeri più utilizzati (il polipropilene) sia proprio in Italia, a Milano, precisamente al Politecnico, che tuttora dedica allo scienziato un dipartimento e l'aula in cui a lungo insegnò. Parkesina, celluloide, galalite, bakelite e molto altro ancora, non son caramelle ma bensì quello che troverete nella polimeroteca, il tutto a portata di mano degli studenti e delle famiglie che vorranno saperne di più...ma attenzione, non si mangiano!

Fonte immagine: www.museoscienza.org

Postata da "Smausmau"

L’invenzione è importante: è stato realizzato un film in plastica che funziona come un pannello fotovoltaico e accumula energia dalla luce. Il film è così sottile che potrà essere incorporato nello schermo di uno smartphone, anche in quelli touch. L’energia raccolta dal film sarà utile per caricare le batterie del cellulare. Già dal 2012 verranno messi in commercio i primi smartphone dotati di questa innovativa tecnologia.

I monitor "avvolgibili" sono quasi diventati una realtà Immaginate di poter avvolgere come un foglio di carta il monitor di un computer o di un palmare, magari per recuperare posto nello zaino o nella 24 ore; adesso smettete di immaginare e preparatevi, in un non lontano futuro, ad acquistarne uno. Sono moltissimi i produttori che stanno investendo, ormai da anni, nella ricerca di alternative al silicio da impiegare nella prossima generazione di chip e in prodotti innovativi quali i display flessibili.

Postata da Gabs

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