Un paio di occhiali diverso per ogni occasione e vestito, senza spendere molto.. A chi non piacerebbe?

Ci ha pensato l’imprenditore catanese Luca Calvagno lanciando la linea Switchon, occhiali da sole intercambiabili creati in plastica riciclata, soprattutto a partire da tappi e bottiglie.

Ogni lente in policarbonato di diverse cromature può essere installata su tutte le montature, così da personalizzare l’occhiale per ogni occasione creandosi il proprio stile unico e glamour. 

Alcune collezioni sono realizzate interamente in plastica recuperata, altre hanno circa il 65% di riciclo. Sono occhiali unisex, resistenti e proteggono dai raggi ultravioletti.

Un’idea originale che unisce rispetto per l’ambiente a moda e praticità.


Fonte della news: leisi.it

Postata da Simone

Nell’ultima edizione di “Sculpture by the sea”, manifestazione artistica a sfondo ambientalista che si svolge nella città danese di Arhus, l’artista indiano Arun Kumar ha voluto sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della sostenibilità ambientale attraverso la sua opera “Droppings and the Dam”: una scultura realizzata con oltre 70.000 tappi di plastica raccolti in tutto il mondo e riciclati per andare contro ad uno stile di vita non sostenibile basato sullo spreco e sull’”usa e getta”.

Gli elementi di scarto sono stati minuziosamente sistemati e legati tra loro in una configurazione verticale grazie a fili d’acciaio, trasformando il materiale da scarto in un grande padiglione a ferro di cavallo. Un’occasione per tutti i visitatori di vivere l’opera e di godersi una giornata in riva al mare.

Come nel caso di “Droppings and the Dam”, molto spesso il riciclo fai da te crea forti emozioni e nel contempo trasmette messaggi importanti per la tutela dell’ambiente che ci ospita.


Fonte della news: inabottle.it

Fonte foto: designboom.com

Postata da Cesare

Dalla collaborazione tra Adidas e l’associazione ambientalista Parley for the Oceans, sono nate le nuove scarpe da corsa UltraBoost Uncaged Parley realizzate in serie per ben il 95% con rifiuti in plastica recuperati dalle acque dell’Oceano Indiano intorno alle Maldive. E anche il restante 5% deriva dal riciclo di plastica. 

Le scarpe sono prodotte utilizzando una nuova tecnologia specificamente ingegnerizzata per convertire i rifiuti plastici in filati tecnici e il design si ispira alle onde del mare per rappresentare le singolare idea ambientalista che sta alla base del progetto.

Per ogni paio di scarpe vengono impiegate 11 bottiglie di plastica post consumo. L’obiettivo ambizioso di Adidas per il 2017 è di realizzare un milione di queste calzature riutilizzando la plastica recuperata dagli Oceani grazie all’impegno di Parley.

Adidas e Parley for the Oceans non sono nuove a iniziative di questo tipo. Nel 2016 hanno lanciato magliette da calcio prodotte sempre con plastica recuperata dagli Oceani e stampe a base d’acqua eco-friendly, indossate da Real Madrid e Bayern Monaco, due tra le squadre più famose al mondo.

Queste importanti iniziative sono un esempio di come l’innovazione promossa da un grande brand possa spingere il cambiamento e sensibilizzare l’opinione pubblica verso una problematica che deriva da un comportamento umano troppo spesso sbagliato.

 

Fonte news: macplas.it

Fonte foto: laura carpi.wordpress.com

Postata da Marco

Si parla sempre di più di economia circolare. Ma cosa si intende esattamente?

L’economia degli ultimi decenni si è basata su un approccio di tipo “lineare”: prendi, produci, usa e getta. I beni vengono comprati per rispondere ad un determinato bisogno, usati e buttati via. Ciò è insostenibile, non solo dal punto di vista ambientale ma anche economico. 

Ma negli ultimi anni per fortuna si sta diffondendo un nuovo modo di concepire prodotti e servizi che ricalca il ciclo della vita naturale in cui ogni fine rappresenta un nuovo inizio. Nell’economia circolare i prodotti sono pensati fin dalla loro nascita per avere una nuova vita dopo il loro utilizzo, vengono trasformati in nuove cose o utilizzati come nuove risorse con attenzione al consumo di acqua, di energia e anche agli aspetti sociali.

Un esempio perfetto di economia circolare arriva dagli Stati Uniti: plastica che da rifiuto viene trasformata in nuovo prodotto dando lavoro a migliaia di persone. Timberland, grazie alla collaborazione con Thread International (società che realizza fibre e tessuti a partire da materiali riciclati) ha coinvolto 1.300 haitiani nella raccolta di bottiglie di plastica da strade e discariche destinate alla realizzazione di una fibra riciclata per produrre una nuova linea di scarpe, borse e t-shirt.

Per filosofia aziendale, la Thread fa da tramite tra le popolazioni più in difficoltà (come nel caso degli haitiani colpiti da un violento terremoto nel 2010 e dall’urgano Matthew lo scorso anno) e i grandi brand, fornendo un lavoro dignitoso ai primi e un materia “prima seconda” riciclata e di qualità certificata ai secondi.

Secondo un rapporto fornito dalla stessa Thread, il primo stock di materiale venduto a Timberland ha permesso di ridurre il consumo di acqua di 115 milioni di litri (rispetto alla produzione di fibra di cotone), di evitare l’uso di quasi 7 tonnellate di pesticidi e di riciclare almeno 765mila bottiglie di plastica.

Fonte: lifegate.it

Postata da Amir

Concious Exclusive è il nome della linea primavera-estate 2017 del colosso della moda svedese H&M. Realizzata in bionic, un materiale nuovo, setoso e fluido, adatto alla realizzazione di abiti da sera e da cocktail morbidi e setosi, viene ricavato dal riciclo della plastica che si trova negli oceani. La collezione prevede anche lo sviluppo di una linea bambino e la creazione di un profumo ricavato da olio biologico. Il direttore creativo del brand, Wohlfart Pernilla, ha spiegato come sia stato possibile creare abiti da sogno con delicati plissè grazie all’elevata potenzialità dei tessuti sostenibili, il famoso brand si impegna con grande ambizione a produrre entro il 2020 capi in cotone 100% sostenibile.

Fonte news e foto: greenplanner.it 

Postata da Silvia

 

Veronica Richterovà, artista della Repubblica Ceca, unisce nelle sue opere arte e riciclo.

Le sue bellissime sculture di plastica, raffiguranti per lo più piante e fiori ma anche animali, sono infatti realizzate interamente con bottiglie di plastica riciclate.

Oltre ad avere un forte significato ambientale, le sue opere hanno anche un valore estetico. A prima vista sembrano piante vere con colori sgargianti che riprendono le tinte della natura.

La ricerca dell’artista dura ormai da 10 anni, tempo in cui ha potuto sperimentare vari metodi di taglio, riscaldamento e assemblaggio della plastica.

La sua passione per questo materiale così adatto all’arte l’ha portata negli anni a raccogliere oltre 3.000 oggetti in plastica in 76 Paesi del mondo e a pubblicare, tra gli altri, un interessante articolo sulla storia e sull’utilizzo della plastica.

Il sito web dell’artista ceca è ricco di tante altre sue opere.

Fonte: barbarapicci.com



Postata da Simone

Colore e luce per quest'estate 2011 con un forte e chiaro messaggio ecocompatibile. Realizzate utilizzando vecchi cartelloni in plastica riciclati e prodotti interamente a mano tramite lavorazioni artigianali supportate da innovative tecnologie industriali, le nuove borse uniscono fascino al rispetto dell'ambiente. La novità è nelle cuciture, fatte con il filo di nylon usato per i paracadute e pertanto molto resistenti. Dedicato a un pubblico originale e indipendente, anche nel look, è espressione di una perfetta sintesi tra l’ideologia ecosostenibile e la passione per il mondo dell’arte, del design e della moda.

20 colori, 7 modelli, 21 varianti per 80 sedie, 10 sdraio e 10 tavoli: questi i numeri del progetto della casa di moda Marni per il Salone del Mobile 2012. Oggetti realizzati in serie limitata e messi in vendita in esclusiva nella Boutique di via della Spiga 50 a Milano durante la scorsa edizione della settimana milanese del design.

Tutti i prodotti sono realizzati a mano da artigiani della città colombiana di San Gil, nell’ambito di un progetto di riabilitazione per ex detenuti, utilizzando materiali da recupero: tondini in ferro da calcestruzzo per la struttura e tubi in PVC colorato per seduta e schienale. I colori e gli abbinamenti sono stati scelti dal team di Marni che ha voluto così dare il suo personale tocco, completando in questa maniera il processo creativo iniziato oltreoceano.

Le sedie sono anche parte integrante dell’iniziativa "L'arte del Ritratto", diventando soggetto e scenografia dei 17 ritratti realizzati dal fotografo e regista Francesco Jodice. I fondi ricavati saranno devoluti all’istituto ICAM di Milano che si occupa di garantire ai piccoli bambini che vivono con madri detenute un ambiente familiare ed educativo adeguato.

Postata da Simone

Presentata ad Amburgo “Luminarium Levity II”, l’ultima opera pneumatica progettata dall’inglese Alan Parkinson, leader del gruppo Architects of Air, che ha iniziato a costruire le sue architetture effimere ed itineranti nel 1985.
Ispirandosi alle architetture delle cattedrali e delle moschee ha sviluppato un proprio concetto che cerca di sfruttare al massimo le potenzialità della plastica come l'elasticità, che gli consente di realizzare volumetrie inconsuete, la trasparenza, che lascia filtrare la luce solare dandole colore, e la capacità di riflessione che deforma lo spazio creando degli spettacolari interni luminosi. Un percorso unico al di fuori della realtà e dallo spazio che si estende su una superficie di 1000 mq per un’altezza di oltre 10 m.

Da artistiinpiazza.com

Postata da Werner

Dal 26 Ottobre 2012 al 3 Febbraio 2013 all’Hangar Bicocca di Milano, spazio espositivo nato dalla riconversione dell’ex stabilimento industriale della Breda, l’artista e architetto argentino Tomàs Saraceno realizza “On Space Time Foam”.

L’installazione è costituita da membrane trasparenti in PVC che, estendendosi per il volume cubico su 3 strati sovrapposti, trasformano lo spazio in una sorta di acquario di onde di plastica che invitano i visitatori ad interagire scalando, strisciando, muovendosi a carponi e sprofondandoci dentro.

On Space Time Foam è una piattaforma di 1.200 metri quadrati sospesa a 20 metri di altezza, dell’ampiezza di 400 metri quadrati da plasmare con l’aiuto delle mani, dei piedi e persino del corpo. Un’opera che è in continuo divenire, modificata costantemente dalla temperatura ambientale e soprattutto dall’interazione delle persone che si muovono nello spazio in gruppi di 10 ogni 15 minuti. Metafora del nostro modo di vivere interdipendenti ed interconnessi e anche rappresentazione della gravità e dell’universo.

L’installazione è visitabile gratuitamente dal giovedì alla domenica.

Fonte: www.hangarbicocca.org

Postata da Serena

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