La Fritz Water Vest è la prova di come a volte una semplice, anche se ingegnosa, idea possa migliorare la vita di milioni di persone. Fritz Yambach, professore all’Università di San Jose in California, ha ideato uno strumento per facilitare il trasporto di acqua potabile destinato a tutte quelle popolazioni che vivono in aree del mondo povere e disastrate.
La Fritz Water Vest è una sacca che si indossa dalla testa come un poncho e consente di trasportare agevolmente e senza sforzo fino a 9 litri di preziosa acqua che si distribuisce in modo uniforme negli spazi lasciando libere le mani. 
Questo semplice elemento potrebbe rendere più facile la vita di oltre 200 milioni di persone che ogni giorno percorrono chilometri per raggiungere l’acqua potabile. La maggior parte di loro sono donne e bambini, trasportano secchi o contenitori molto pesanti, ingombranti e spesso non igienici, in testa o sulle spalle. 
La sacca, prodotta dalla società senza scopo di lucro Solution Inc, è realizzata in nylon multistrato. È leggera, economica, riutilizzabile ed è provvista di un filtro per la purificazione dell’acqua. Attualmente in fase di test con il sostegno di organizzazioni umanitarie in Etiopia, Burundi, Haiti e Repubblica Domenicana, la Fritz Water Vest si è recentemente aggiudicata il primo premio al “Dupont Awards for Packaging Innovation”, concorso internazionale che riconosce i progetti di imballaggi più innovativi dal punto di vista tecnologico, funzionale e sostenibile provenienti da tutto il mondo.

Fonte della news: fritzwatervest.org

Postata da Claudia

Freddy è una tartaruga brasiliana sopravvissuta ad un incendio ma non senza gravi conseguenze. Il fuoco ha purtroppo bruciato oltre tre quarti del suo guscio riducendo notevolmente le sue possibilità di sopravvivere.

Fortunatamente però gli “Animal Avangers”, gruppo di veterinari di San Paolo specializzati nel salvataggio di animali in difficoltà, sono intervenuti in soccorso di Freddy per ricostruire il suo guscio. Un compito tutt’altro che semplice!

È stato creato un team di lavoro con un designer e un chirurgo dentista ed è stata impiegata una stampante 3D per realizzare la protesi.

La squadra ha per prima cosa studiato centinaia di foto di tartarughe per comprendere il lavoro da realizzare. Poi ha creato modelli 3D delle varie parti del guscio. Era fondamentale che la protesi fosse flessibile per garantire il normale movimento dell’animale e soprattutto evitare a Freddy qualsiasi dolore.

Il guscio è stato infine stampato pezzo per pezzo in ABS, plastica resistente ed elastica insieme, e dipinto con i colori originali per essere applicato a Freddy.  Il  risultato è stato incredibile, un successo totale! 

Grazie alla maestria di questi professionisti e all’impiego di un polimero nella tecnologia high-tech, oggi Freddy ha una nuova “casa” sicura e accogliente.

 

Postata da Fulvio

 

Camminare sull'acqua è oggi possibile grazie a questa novità che arriva dalla Hobie. Si tratta di una tavola a pedali per muoversi senza remi o pagaie.  Una sorta di “step”da fare in acqua per mantenersi in forma e assicurarsi anche la tintarella. 

La tavola in materiale plastico è leggera e stabile grazie al design appiattito e squadrato della parte posteriore. La direzione è controllata attraverso ad un manubrio in alluminio, collegato ad un timone posteriore, che consente a chi la usa anche di rimanere in equilibrio in piedi sull’acqua.

Comode ruote facilitano il trasporto di questo ibrido di SUP (Stand up Paddleboard), un mix tra tavola da surf, bicicletta e step. 

Una nuova trovata per il divertimento e l’allenamento sia di atleti che di principianti.

 

Fonte: plastics-themag.com

Ulteriori informazioni: http://www.hobiecat.com/stand-ups/mirage-eclipse/

Postata da Pietro

Dall’Ungheria arriva TEQBALL, nuovo sport che un unisce calcio e tennis da tavolo.

Al posto della racchetta e pallina si usa un pallone da calcio, il tavolo è simile a quello del ping pong con qualche differenza: realizzato con vari materiali plastici (usati sia nella struttura/superficie che per la rete), è ricurvo alle estremità. E’ stato studiato dagli ideatori per far sì che la palla rimbalzi sempre verso l’avversario, facilitando gioco e spettacolarità.

Durante una partita di TEQBALL il pallone può essere toccato fino a tre volte (con varie parti del corpo), prima di essere rimandato all’avversario. Ciò consente di migliorare notevolmente la confidenza con il pallone, la concentrazione e la tecnica individuale divertendosi e riducendo al minimo i rischi di infortunio. Non è infatti previsto contatto fisico tra i giocatori e il tavolo non può essere toccato.

TEQBALL può essere giocato in 2, 4, in più persone (con regole specifiche) o anche individualmente, sia indoor che outdoor.

Questo nuovo sport ha avuto già un notevole successo di pubblico di tutte le età, sia tra gli amatori che tra i professionisti. Venduto in un centinaio di Paesi, TEQBALL è stato acquistato anche da diversi club prestigiosi come il Real Madrid per allenare la tecnica individuale, soprattutto il “primo tocco”, sempre più importante nel calcio moderno. In Italia è in arrivo a breve.

Ulteriori info:

http://www.teqball.com/?lang=it

 

Postata da Davide

Si chiama “Tango 12” ed è il pallone ufficiale del Campionato Europeo di calcio in Polonia e Ucraina che in questi giorni sta appassionando centinaia di milioni di tifosi in tutta Europa e non solo.

E’ costituito da 8 sezioni in plastica di altissima qualità. La superficie, saldata termicamente e senza giunture, è perfettamente rotonda garantendo un migliore controllo di palla, una traiettoria più regolare e impermeabilità al 100% per esaltare le doti tecniche dei giocatori. Tango 12 è stato sottoposto a innumerevoli test sia in laboratorio che sul campo ed è il risultato di decenni di storia e innovazione. Nel 1986, in occasione dei mondiali del Messico, per la prima volta il cuoio è stato sostituito dalla più performante plastica; il pallone era però ancora cucito a mano e composto da 32 sezioni esagonali, era più rotondo di quelli precedenti ma non ancora perfetto.

Oltre che nel pallone, la plastica è assoluta protagonista in tutto l’abbigliamento sportivo: dalle maglie resistenti, elastiche e impermeabili alle scarpe, ai parastinchi fino ai guanti dei portieri. Grazie alle plastiche, anche dopo gravi infortuni, i giocatori hanno recuperi assai più rapidi che in passato; ad esempio, dopo una frattura nasale, tornano presto in campo protetti da una maschera facciale di plastica.

Anche gli arbitri indossano uniformi di plastica e utilizzano fischietti e cartellini (gialli e rossi) di plastica.

Per non parlare delle infrastrutture. Soprattutto in Polonia le opportunità offerte dalla plastica sono state valorizzate con successo: il policarbonato color ambra dello stadio di Danzica e le coperture realizzate con rivestimenti di plastica negli stadi di Breslavia, Poznan e Varsavia, hanno reso questi impianti nuovi simboli del Paese.

Nello stadio di Varsavia il campo ha una copertura a membrana che, quando il tempo è bello, può essere ripiegata e collocata in alto al centro della struttura. Tutte le “vele” di plastica sono state progettate per resistere al forte vento e alla neve abbondante quando il tetto è chiuso. La struttura è inoltre estremamente leggera.

Tubi di plastica per il drenaggio garantiscono un campo praticabile anche in caso di pioggia abbondante, i sedili degli stadi sono estremamente stabili, leggeri ed economici.

Il Campionato europeo viene trasmesso in tutto il mondo con TV via cavo, ricevitori satellitari e molte altre tecnologie fatte di plastica.

Abbiamo già il primo vincitore di questi Europei. 1-0 per la plastica e palla (ovviamente di plastica) al centro..

Fonte: www.plasticseurope.it

Postata da Anna

 

La nuova applicazione è stata realizzata a Tokyo ed è composta per il 98% da acqua. Il materiale è molto flessibile, trasparente e ritorna alla sua forma iniziale dopo essere stato manipolato. Resistente fino a 100 gradi e delle consistenza del silicone, Aquamaterial potrà essere utilizzata nella chirurgia riparativa.

Scienziati dell'Universitat Politécnica de Catalunya BarcelonaTech (UPC) in Spagna sono riusciti a eliminare batteri infettivi dai tessuti medici usando un pretrattamento enzimatico associato alla simultanea deposizione di nanoparticelle e biopolimeri sotto una radiazione ultrasonica. Si tratta di uno dei risultati del progetto SONO ("A pilot line of antibacterial and antifungal medical textiles based on a sonochemical process"), finanziato nell'ambito del Tema "Nanoscienze, nanotecnologie, materiali e nuove tecnologie di produzione" (NMP) del Settimo programma quadro (7° PQ) dell'UE con 8,3 milioni di euro. SONO ha come obiettivo il miglioramento delle proprietà antimicrobiche dei tessuti medici attraverso l'uso di una tecnica d'avanguardia.
I ricercatori hanno detto che la tecnica crea tessuti antimicrobici completamente sterili che aiutano a tenere a bada le infezioni contratte in ospedale. Una delle maggiori difficoltà negli ospedali sono le infezioni ospedaliere, che sono infezioni non presenti e senza prove di incubazione al momento del ricovero. Questo tipo di infezioni comprendono infezioni da batteri o funghi e sono aggravate da una ridotta resistenza dei pazienti.
Il consorzio SONO, guidato dall'Università Bar-Ilan in Israele e formato da 17 partner europei, ha usato gli enzimi per migliorare l'adesione delle nanoparticelle antimicrobiche alla stoffa sotto irradiazione ultrasonica. L'applicazione degli enzimi ha permesso loro di migliorare la resistenza delle particelle sulla stoffa fino a un livello che assicura la loro presenza anche dopo 70 cicli di lavaggio.
Grazie ai risultati di questo studio, la produzione di tessuti con proprietà antimicrobiche efficaci al 100% è possibile. Un altro fattore vincente per l'efficacia del trattamento antimicrobico è incorporare materiali ibridi nella stoffa. Questi materiali si basano su componenti organici e inorganici, come zinco e nanoparticelle di chitosan. Non solo quindi questi materiali eliminano i batteri presenti, ma ostacolano anche la crescita di nuovi microbi.
I ricercatori stanno già collaborando alle procedure per fare biancheria per gli ospedali, si stanno usando due macchine prototipo per realizzare questo obiettivo, una presso le strutture dell'azienda italiana Klopman International e l'altra presso il gruppo Davo Clothing in Romania. Un ospedale di Sofia, Bulgaria sta testando le stoffe e i risultati finora ottenuti sono positivi.

Fonte: Cordis

Postata da Tiziana

Questo è Winter un delfino che due anni fa non riusciva nemmeno a muovere la coda, recisa dall'attacco di un granchio, ora invece ha ricominciato a nuotare, grazie ad una protesi realizzata in materiale polimerico, che gli è stata applicata nell’acquario marino di Clearwater. Vi rendete conto, una pinna di plastica applicata ad un delfino. La tecnologia si spinge sempre più avanti.

Postato da Dean

Il laboratorio dove si producono questi fiori di plastica riciclata è parte di un percorso di riabilitazione e di inserimento lavorativo degli utenti del Centro di Salute Mentale di San Cipriano d’Aversa. Nel laboratorio si fa largo uso di materiali riciclati come rame, vetro, stoffa, carta e legno che vengono portati direttamente da privati cittadini sensibili sia al problema dei rifiuti che al disagio psichico. La plastica viene invece direttamente dalla Socib, che imbottiglia CocaCola per tutto il Sud Italia. Il ricavato della vendita di questi oggetti viene diviso tra i membri della cooperativa sociale Gotha che hanno lavorato nel laboratorio. I fiori e gli altri oggetti realizzati dalla cooperativa si possono anche acquistare on line dal sito www.tuttostore.it, realizzato grazie alla collaborazione con Suntek (che si occupa di energie rinnovabili/risparmio energetico e ha quindi sposato l’impegno ecologico di Ghota. I proventi delle vendite on line serviranno anche a sostenere le iniziative di didattica ambientale dell’associazione PAEA.

Fonte: www.ecoblog.it

Postata da Atre1

Per la prima volta il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci è Charity Partner della Milano City Marathon, gara podistica sulla consueta distanza della maratona aperta a tutti e organizzata annualmente a Milano a partire dal 2000.

L’edizione di quest’anno si corre il 7 Aprile. Iscrivendosi alla gara attraverso il sito www.museoscienza.org entro il 26 Marzo, sia come singolo maratoneta che per la staffetta, è possibile devolvere parte della quota alle attività del Museo. Per ulteriori informazioni sulla manifestazione: www.milanocitymarathon.gazzetta.it

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