Ellen MacArthur Foundation e la International Sustainability Unit (HRH) Prince of Wales hanno lanciato il “New Plastics Economy Innovation Prize”, premio per le innovazioni proposte da privati, progettisti, scienziati o imprenditori con l’obiettivo di sviluppare nuovi imballaggi in plastica capaci di ridurre l’inquinamento dei mari e favorire l’economia circolare. 
Il premio prevede una “dote” di ben due milioni di dollari, finanziati dalla generosa donna d’affari e filantropa statunitense Wendy Schmidt, equamente suddivisi in due sezioni.
Nella prima, Circular Design Challenge proposta in partnership con OpenIDEO, i partecipanti sono invitati a ripensare e riprogettare quegli imballaggi monouso (come flaconi per cosmetici, cannucce, coperchi di tazze..) ad oggi difficili da riciclare in modo da garantire un loro più lungo impiego e quindi minimizzare gli sprechi.
La seconda sfida (Circular Materials Challenge) si concentra su tecnologie e nuovi materiali capaci di rendere tutti gli imballaggi in plastica riciclabili o compostabili, soprattutto quelli costituiti da più materiali e quindi più complicati da gestire una volta finito il loro utilizzo. Partner di questa seconda challenge è NineSigma.
I vincitori saranno annunciati entro fine anno e, oltre ai due premi in denaro, avranno la possibilità di dare visibilità al proprio progetto ed entrare in uno specifico programma al fine di passare dall’idea astratta alla concreta realizzazione del prodotto e di individuare possibili investitori.
Quindi spazio alle idee e all’innovazione per dimostrare una volta ancora che la problematica dell’inquinamento dei mari non deriva dal prodotto ma da dalle cattive abitudini di alcune persone che non rispettano l’ambiente in cui vivono.

Fonte: Polimerica.it

Per maggiori informazioni: https://newplasticseconomy.org/innovation-prize

Postata da Stefano

Il dipartimento di Scienze fisiche, della terra e dell’ambiente dell’Università di Siena ha lanciato nel luglio 2013 nel corso del convegno “First Siena Solutions Conference Sustainable Development for the Mediterranean Region” il progetto "Plastic Busters".

Il progetto, al quale hanno già aderito 30 enti di ricerca e istituzioni internazionali, prevede la costruzione di una barca ecologica con ricercatori e strumenti scientifici dedicata a monitorare la salute degli animali e delle acque del Mediterraneo e a ridurre la diffusione delle plastiche in mare.

Per saperne di più:

http://www.unisi.it/unisilife/notizie/%E2%80%9Cplastic-busters%E2%80%9D-la-barca-acchiappa-plastica-salvare-il-mediterraneo

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