“Joyxee Island” è un paradiso ecologico galleggiante di 8 mila metri quadrati in una laguna di Isla Muijeres, nei pressi di Cancun in Messico.
L’ideatore di quest’isola è l’artista e ambientalista britannico Richart “Rishi” Sowa, di 61 anni, che l’ha costruita ad una trentina di metri dalla riva con fondamenta realizzate grazie all’impiego di 100 mila bottiglie di plastica piene d’aria, pallet di legno e sabbia.
Richart ha creato un vero e proprio nido d’amore condiviso con la fidanzata Jodi Bowlin, ex top model americana di 47 anni. La struttura costruita sopra l’isola gode infatti di tutti i comfort di una vera e propria casa: 3 piani, tre docce, cucina, bagno ecologico, due camere da letto, vasca idromassaggio, connessione a internet e tanto altro. L’abitazione è circondata da palme, mangrovie, alberi da frutto e altre piante che crescono dalla sabbia e dal terreno dell’isola che è collegata alla terra ferma tramite una zattera galleggiante costruita sempre con bottiglie di plastica e capace di trasportare fino a 8 persone.
Già nel 1998 Richart aveva realizzato nei pressi di Puerto Aventuras, sempre in Messico, un’altra isola fluttuante, Spiral Island: una piattaforma di 250.000 bottiglie di plastica tenute unite da reti, a sorreggere una struttura di compensato e bamboo di 20 metri per sedici con un bilocale, tre spiagge e molte piante. Sfortunatamente nel 2005 l’uragano Emily ha spazzato via tutto.
Ma l’ecologista inglese non si è perso d’animo e nel 2009 ha iniziato la costruzione di Joyxee Island che ha richiesto circa 6 anni di duro lavoro. Lo sforzo è stato ripagato anche dal Governo messicano che ha classificato la nuova isola come “Eco boat”, oggi una vera attrazione per molti turisti.

Fonte: Repubblica.it

Per le foto: Curiositaeperche.it

Postata da Paolo

Si chiama Yu, ha perso gli arti dopo l’aggressione di uno squalo ed è tra le prime tartarughe al mondo ad aver sperimentato con successo l’utilizzo di una protesi per tornare a muoversi normalmente.

Yu è una tartaruga marina comune (Caretta caretta) e da oggi riuscirà a nuotare grazie ad un innovativo giubbotto che le permette di sfruttare due protesi sintetiche come arti artificiali anteriori. Il progetto è stato promosso da un team di ricercatori dell’acquario Suma Aqualife Park di Kobe in Giappone.

«Yu è una tartaruga marina femmina di circa venticinque anni ed è la prima a testare la nuova tecnica», ha spiegato Naoki Kamezaki, responsabile dell’acquario. «Abbiamo lavorato duramente per progettare un giubbotto che fosse agevole per la tartaruga e stabile al punto da non poter essere slacciato inconsapevolmente durante i movimenti in acqua», ha aggiunto. La tartaruga pesa 96 chilogrammi ed ha un guscio di 82 centimetri di lunghezza. Fu salvata da un pescatore nel 2008 dopo essere stata aggredita da uno squalo e privata degli arti anteriori e inviata all’acquario giapponese che negli anni ha progettato due protesi artificiali per permetterle di tornare a nuotare nel pieno delle sue potenzialità.


Fonte news e immagine: www.greenstyle.it

Postata dalla Redazione

A Manila sono state installate sui tetti delle abitazioni bottiglie di plastica con acqua e candeggina in grado di riflettere la luce solare producendo energia.
Nei quartieri più poveri della capitale delle Filippine le abitazioni sono così vicine da rendere impossibile la costruzione di finestre e l’elettricità è troppo costosa. Per questo per ben 3 milioni di case la vita domestica si svolge prevalentemente al buio, con tutte le conseguenze psicologiche e sulla salute che si possono immaginare. Ma ora grazie alla semplice invenzione della Solar Bottle Bulb, questo è il nome della “lampadina”, la luce entra in molte baracche dei bassifondi di Manila.Le bottiglie di plastica anziché finire in discarica diventano una fonte di luce economica e sostenibile: vengono riempite di acqua e candeggina e fissate a un foro nei tetti di lamiera ondulata. A questo punto il contenuto delle bottiglie, colpito a 360 gradi dai raggi solari, genera una rifrazione orizzontale fornendo un’illuminazione paragonabile a quella di una normale lampadina da 55 watt.L’ideatrice dell’economico sistema di illuminazione è invece Amy Smith, ingegnere del Massachussets Institute of Technology, che lo aveva messo a punto per illuminare le abitazioni più povere di Haiti. Nelle Filippine le bottiglie-lampadine vengono vendute e installate al prezzo di un solo dollaro e ne sono gia state distribuite 12 mila che regalano luce a 10 mila abitazioni in cinque province dello stato asiatico.

Fonte: Corriere.it

Postata da Giulia e Simone

15 anni in mezzo al mare e circa 27 mila chilometri percorsi in balia delle correnti. Finalmente si sta concludendo l’Odissea di 10.000 paperelle di plastica che nei prossimi mesi sbarcheranno sulle coste inglesi. Nel gennaio ’92 una nave cargo, colpita da una tempesta, perse in pieno Oceano Pacifico 3 containers con 30.000 animaletti che solitamente nuotano nelle vasche da bagno e non in mare aperto: naufragati assieme alle paperelle anche tartarughe, castori e rane. Da allora i simpatici polimeri hanno vagato per il globo contribuendo loro mal grado ai nuovi studi sulle correnti marine dell’oceanografo americano Curtis Ebbesmeyer che li ha continuamente monitorati nei loro spostamenti. Secondo il ricercatore i naufraghi, appena caduti in mare, si sono divisi: circa 20.000 animaletti avrebbero puntato verso Sud e, passati i Tropici, sarebbero giunti sulle coste dell’Indonesia, dell’Australia e dell’America meridionale. Gli altri 10.000 hanno optato per il Nord e, dopo essere entrati nell’Oceano Atlantico attraverso lo Stretto di Bering, stanno ora raggiungendo le coste della Cornovaglia e dell’Irlanda del Nord. La fine di un incubo.

Fonte immagine: www.dailymail.co.uk

Postata da Noes

L’autovettura, funzionante e omologata per due posti, è realizzata con una carrozzeria in termoindurente da resina derivata da imballaggi in plastica riciclata ottenuti da raccolta differenziata. Basso tasso di inquinamento e risparmio energetico sono, dalla produzione all’utilizzo, le caratteristiche principali di questa citycar a propulsione ibrida.

L'auto è stata presentata dal Corepla (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio ed il Recupero dei Rifiuti di Imballaggi in Plastica).

Fonte news e immagine: www.repubblica.it

Postata da Serena

Arrivano da Hong-Kong inventate da un italiano le micro turbine eoliche di plastica per produrre energia direttamente sul balcone di casa!!

Fonte news e immagine: www.ecoblog.it

Postato da Andy

E' stato di recente firmato a Venezia, presente il Ministro dell'ambiente Corrado Clini, il protocollo d'intesa del progetto “Nuova vita al PET” per la raccolta e riciclo in closed loop delle bottiglie in PET, che vede coinvolti la fonte Acqua Minerale San Benedetto, il Ministero dell’Ambiente e la Regione Veneto.

Si parte con un'installazione pilota di eco-compattatori presso i punti vendita della GDO, nei quali i consumatori conferiranno le bottiglie in PET usate, incentivati attraverso un meccanismo promozionale; il materiale raccolto sarà avviato alle attività di recupero presso centri autorizzati, così da ottenere granuli rPET rigenerati da destinare alla produzione di nuove bottiglie per l'acqua. Nell'ambito del progetto sarà anche calcolata l’impronta di carbonio al termine del ciclo.

“Nuova vita al PET rappresenta il primo caso di collaborazione tra tutti gli attori della filiera, uniti per favorire una cultura industriale dell’ecosostenibilità attraverso la diffusione di strumenti, conoscenze e professionalità", spiegano i partner del progetto.

Acqua Minerale San Benedetto aveva già siglato due anni fa un accordo volontario con il Ministero dell’Ambiente per calcolare l’impronta di carbonio (carbon-footprint) secondo il metodo LCA , con l'obiettivo di definire un programma di lavoro teso ad una riduzione complessiva delle emissioni di CO2.

Lo studio ha evidenziato, tra il 2008 e il 2011, un abbattimento del 30% della CO2 prodotta, pari a circa 70.000 t CO2eq relative alla linea acqua minerale a marchio San Benedetto. Risultato reso possibile dall'introduzione, nel 2010, di bottiglie per acqua minerale Easy da un litro, a CO2 compensata, dove le emissioni vengono neutralizzate attraverso l’acquisto di crediti di carbonio di tipo VERs.

L'anno scorso, l'esperienza di Easy è stata estesa ad una nuova linea di prodotti “Eco-Green”, che comprende due formati famiglia da 2 e 1,5 litri nonché un formato da mezzo litro per il consumo on the go, tutti caratterizzati dalla completa compensazione delle emissioni prodotte sempre secondo il meccanismo dell’acquisto dei crediti.


Postata da Marika Riboldi

L’azienda italiana Luigi Bandiera, da più di mezzo secolo impegnata nella produzione di macchine per l'estrusione di materie plastiche, sta conducendo interessanti ricerche nell'ambito dell'energia alternativa. Dalla collaborazione con famose università italiane ed estere è nata l'idea di brevettare pannelli fotovoltaici multistrato pronti all'uso e realizzati in plastica PET.

Il progetto si presenta interessante sotto diversi punti di vista: a partire dai costi di produzione, che verrebbero ridotti di un decimo, fino ad arrivare a trovare applicazione laddove i pannelli tradizionali non possono essere utilizzati. È il caso di specifiche unità da abbinare a tessuti o da accoppiare a elementi come il vetro. Gli strati conduttivi di questi nuovi pannelli potranno essere arricchiti con nanocompositi, come per esempio, fili d'argento o grafene, al fine di aumentare la conduttività.

Un grande passo avanti per la plastica e l'ecologia.

Fonte immagine: energmagazine.it



Postata da Simona

L’innovazione tecnologica e la continua ricerca di materiali ecosostenibili ha portato alla creazione di pannelli fotovoltaici non più caratterizzati da celle in silicio, ma da celle in plastica stampata fotosensibile. La novità nel campo del fotovoltaico e delle energie sostenibili viene proposta nel Solar-Print Project dall’Iit, l’Istituto italiano di tecnologia di Milano, ed Omet, un’azienda di Lecco che vende macchine da stampa.
Nel progetto viene proposta la produzione, su scala industriale, di moduli fotovoltaici basati su polimeri colorati stampabili con la tecnologia Roll-to-Roll, ossia dei film polimerici fotoreattivi nanometri (circa 100-300 nanometri), semi-trasparenti e in grado di assorbire l’elettricità grazie alla loro composizione, caratterizzata da una miscela di particelle semiconduttrici organiche costituite generalmente da un polimero elettron-donatore e da una molecola elettron-accettore. Questi materiali potranno comporre moduli solari piccoli e leggeri, adatti ad essere integrati in dispositivi portatili o oggetti ed effetti personali o strutture mobili.Con questa tecnica, sostengono i ricercatori, si potrebbe stampare molto rapidamente dei rulli di celle ultraleggere che, contrariamente ai classici moduli in silicio, risulterebbero essere molto più versatili, meno costosi e più eco-compatibili con l’ambiente. Esse però, risultano ancora avere un’efficienza inferiore al 3% ed una vita media di soli tre anni, e per questo necessitano di ulteriori analisi ed approfondimenti.

Fonte notizia e immagine: Tecnologiaericerca.com

Postata da Giovanna

A volte illustri scienziati, pur avendo alle spalle ingenti finanziamenti, decidono di utilizzare nelle loro ricerche scientifiche anche semplicissimi strumenti della vita quotidiana.E’ quanto ha fatto la NASA per studiare il movimento troppo veloce nei mesi estivi del ghiacciaio Jakobshavn in Groenlandia. La teoria più accreditata per spiegare questo fenomeno è che nelle stagioni più calde il sole sciolga il ghiaccio in superficie, creando dei mulinelli circolari che spingono l’acqua dalla superficie alla parte inferiore del ghiacciaio. Si forma così una sorta di “cuscinetto” di scorrimento per il ghiaccio che si muove più velocemente.All’interno di questi “pozzi d’acqua” sono state gettate alcune paperelle da bagno con scritto “Esperimento scientifico”, “Ricompensa” e l’indirizzo a cui inviare una mail di conferma in caso di ritrovamento di uno dei simpatici “scienziati” di plastica. La speranza è di comprendere meglio la direzione delle correnti interne al ghiacciaio e a tale scopo è stata gettata anche una sonda GPS. Fino ad ora nessuna traccia né della sonda, né delle paperelle e le mail tacciono. La NASA comunque aspetta fiduciosa..Il ghiacciaio Jakobshavn è da solo responsabile di circa il 7% dello staccamento globale dei ghiacci dalla superficie della Groenlandia e i ricercatori ritengono che l’iceberg che colpì il Titanic nel 1912 provenisse da lì.Non è la prima volta che questi polimeri acquatici sono protagonisti di ricerche simili. Nel 1992 una nave cargo perse in pieno Oceano Pacifico 3 container con paperelle, tartarughe e altri animaletti che solitamente nuotano nelle vasche da bagno. Anche in quel caso hanno contribuito allo studio delle correnti marine (vedi news “Lost in Ocean).

Postata da Jack

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