IL “PO D’AMARE”, UNA BARRIERA SUL FIUME PER FERMARE I RIFIUTI

IL “PO D’AMARE”, UNA BARRIERA SUL FIUME PER FERMARE I RIFIUTI

A luglio 2018 Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Corepla e Castalia hanno lanciato il progetto pilota “Il Po d’Amare”, un sistema di barriere e infrastrutture per intercettare e raccogliere i rifiuti che scorrono sul Po. Una tecnica che, se ritenuta efficace dopo il periodo di sperimentazione, potrebbe essere estesa a tutti i grandi fiumi italiani e replicata anche in altri Paesi.
Realizzata con il coordinamento dell’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po e con il patrocinio del Comune di Ferrara e dell’Aipo (Agenzia Interregionale per il fiume Po), la nuova barriera è stata collocata nel tratto del fiume in prossimità di Pontelagoscuro (FE), a 40 km dalla foce. Resterà operativa per 2 mesi per valutarne l’efficacia e insieme ottenere una mappatura dei rifiuti presenti lungo quasi l’intero corso del fiume.
Le barriere in polietilene intercettano la plastica galleggiante e gli altri rifiuti che possono essere recuperati e, dove fattivamente ed economicamente possibile, avviati a riciclo. Il sistema non interferisce con la flora e fauna del fiume in quanto la raccolta avviene solo nella parte superficiale del corso d’acqua.
Piccole barche si occupano di recuperare i rifiuti galleggianti, poi trasportati all’impianto Transeco a Zevio (VR) dove avviene una prima separazione delle diverse frazioni del rifiuto (plastica, materiali legnosi, altro). Una volta separati, i rifiuti plastici vengono destinati al centro di selezione DRV di Legnago (VR), una delle piattaforme di Corepla, per essere ulteriormente suddivisi nelle diverse frazioni polimeriche e avviati al riciclo o al recupero energetico.
I costi del progetto sono interamente coperti da Castilia e Corepla.
Per arginare l’inquinamento dei nostri mari è fondamentale agire sui fiumi. I rifiuti presenti nei mari provengono infatti per ben l’80% dalla terra ferma, trasportati proprio dai corsi d’acqua e dagli scarichi urbani; per il restante 20% derivano da attività di pesca e navigazione.

Fonte: Polimerica.it
Postata da Luca