Nessuna onda, nessuna emissione e nessun rumore. In 3 parole Alain Thébault riassume la sua invenzione, la Sea Bubble, taxi elettrico che utilizza i fiumi delle città per decongestionare strade e vicoli dalle macchine.
Quello che fino ad oggi poteva sembrare un progetto fantasioso, sta diventando realtà. Le prime “Bolle marine” circoleranno sulla Senna a Parigi la prossima primavera.
Con 4 metri di lunghezza e 2 di larghezza, all’incirca le dimensioni di un veicolo medio, la Sea Bubble è un mix tra auto, barca e aereo. Ispirata all’aliscafo, la piccola barca procede 50 centimetri sopra la superficie dell’acqua evitando i contraccolpi delle onde. Può navigare a 25 nodi, ovvero 46 Km/h, una velocità superiore a quella media delle auto a Parigi.
La Sea Bubble è una combinazione di materiali tecnologici ad alte prestazioni: lo scafo e il telaio sono progettati utilizzando materiali compositi, fibra di vetro e fibra di carbonio con resina epossidica. Gli oblò sono in PMMA.
In attesa dei loro primi viaggi sulla Senna, diversi Paesi tra cui Svizzera, Olanda, Svezia e Norvegia, e alcune città come New York, San Francisco e Dubai, hanno già mostrato forte interesse per questa nuova forma di trasporto urbano che evita traffico e inquinamento.

Per saperne di più: www.seabubbles.com/en/

Postata da Nicole

Gli Alpini della sezione di Trento hanno restituito alla città un parco giochi realizzato in plastica riciclata. Il Comitato organizzatore dell’Adunata (Coa) ha puntato su una linea di recupero dei rifiuti, per non disperderli e per pulire la città a tempo di record. Donare giochi per i bambini è stato un gesto nato dalla volontà del Coa di rendere ancora più importante l’azione di recupero dei rifiuti prodotti durante l’Adunata di maggio. Per la città sono state messe a disposizione una ventina di isole ecologiche, e grazie al contributo dei volontari che hanno raccolto i rifiuti dai vari contenitori di plastica, metallo, carta e residuo, si è arrivati al 76,80% di raccolta differenziata.
La cerimonia di inaugurazione è stata fatta lo scorso 1 dicembre, al parco Fra’ Dolcino e Margherita.

Postata da Franca

Cracking art, famoso movimento nato nel 1993 per promuovere l’arte attraverso un forte impegno sociale e ambientale, contribuirà a finanziare il nuovo laboratorio CIRC-eV del Politecnico di Milano dedicato allo sviluppo di tecnologie per l’economia circolare nel settore auto.
I Campus di Bovisa e Leonardo dell’ateneo milanese sono stati in questi giorni invasi da tante e coloratissime rane nell’ambito della mostra “Kiss the Frog”, visitabile fino al 31 maggio 2019.
Parola chiave della mostra è “Rigenerazione”: da una parte Cracking Art condivide da anni il concetto di “arte che rigenera l’arte”, dall’altra il Politecnico, attraverso la ricerca che si svilupperà nel nuovo laboratorio, offrirà un prezioso contributo alle sfide dell’economia circolare.
Tutto questo in un quartiere in forte “rigenerazione” e sviluppo come la Bovisa. Tra tutti gli animali realizzati da Cracking Art, sono state scelte le rane che, per la metamorfosi che compiono nel loro processo evolutivo e per il legame che hanno con l’acqua, sono simbolo di rinascita e appunto di rigenerazione.
Le mini sculture sono in vendita al Politecnico in Milano di Via Bonardi 3 e anche su Amazon: l’intero ricavato sarà devoluto per contribuire alla realizzazione del nuovo laboratorio.

Fonte: Polimerica.it

Postata da Irina

Pensata tre anni fa, PlasticRoad, era solo una strada concettuale fatta di rifiuti di plastica. Il suo creatore, Volker Wessels, aveva stimato tre anni per creare il primo prototipo.
L’obiettivo è stato raggiunto con successo l'11 settembre 2018 con l'inaugurazione di una nuovissima pista ciclabile in plastica riciclata, la prima al mondo. Questa pista rivoluzionaria si trova a Zwolle, capitale della provincia di Overijssel, nei Paesi Bassi.
Volker Wessels ha collaborato con due importanti produttori di materie plastiche per realizzare questo esperimento. La versione pilota misura circa trenta metri ed è composta per il 70% da rifiuti di plastica ma i suoi progettisti sperano di raggiungere il 100% a breve, equivalenti a 218.000 bicchieri di plastica o 500.000 tappi di bottiglia.
La pista ciclabile favorisce il drenaggio dell'acqua attraverso i tubi di evacuazione, ma offre anche spazio per l'inserimento di cavi elettrici e sensori intelligenti incaricati di calcolare il numero di viaggiatori, la temperatura del suolo e le condizioni del rivestimento.

Postata da Marco

Greenrail, azienda milanese nata di recente, ha sviluppato particolari traversine ferroviarie, quella importante parte del binario a cui sono fissate le rotaie, realizzate con un nucleo in cemento armato e un rivestimento esterno in plastica riciclata e vecchi pneumatici in gomma recuperati.
Una vera rivoluzione in un settore che ha visto pochissimi cambiamenti dall’alba dei tempi. Per realizzare le traversine inizialmente si usava il legno, poi, circa cento anni fa, sostituito dal cemento. E da allora non sono cambiate.
Questa innovazione riduce del 50% i costi di installazione e manutenzione e il mix di rifiuti plastici e gomma, che compongono lo strato esterno delle traversine, consente di riutilizzare fino a 35 tonnellate di tali materiali riciclati per ogni chilometro di linea ferroviaria. Se si pensa che in un chilometro di linea ci sono 1.670 traversine e che nella maggior parte dei Paesi le reti ferroviarie si estendono per migliaia di chilometri (la Germania da sola ne ha oltre 41.000 km), risulta evidente il potenziale ecologico ed anche economico di questa invenzione.
Greenrail progetta inoltre di integrare nelle traversine dispositivi piezoelettrici (che trasformano energia elettrica in meccanica e viceversa) e sensori per recuperare l’energia solare e convertirla in energia elettrica, oltre a particolari dispositivi per il trasferimento dei dati di sicurezza.
L’azienda italiana ha già ricevuto un finanziamento da 3,5 milioni di euro nell’ambito del programma European Horizon 2020 ed ha ottenuto diversi riconoscimenti come uno dei progetti più innovativi al mondo.

Postata da Attilio

Tropicalia, la più grande serra tropicale del mondo costruita sotto un’unica cupola, nascerà entro il 2021 nella Francia settentrionale.
La società Coldefy & Associés Architectes Urbanistes, in collaborazione con Dalkia, è stata selezionata per progettare questa serra di 20.000 m² con una temperatura interna di 28 ° C e perfettamente integrata nell'ambiente locale.
Tropicalia sarà ricoperta da una “doppia cupola” che produce la propria energia che è in grado di mantenere un'atmosfera tropicale indipendentemente dal clima esterno, realizzata con una struttura metallica che sostiene strisce di ETFE, materiale polimerico trasparente e molto isolante, di 60 metri di lunghezza e 4 metri di larghezza. Una membrana minerale sintetica trasformata in “cuscini pressurizzati” fungerà da strato esterno della cupola, creando un primo elemento di isolamento termico. Un secondo strato di ETFE verrà dispiegato sotto la struttura portante allo scopo di accumulare il calore prodotto dall'effetto serra per ottimizzare l'efficienza energetica della struttura riducendo al minimo il suo impatto ambientale.
Le condizioni climatiche riprodotte dalla cupola creeranno un'oasi eccezionale con un ambiente tipicamente tropicale. Un sentiero, lungo poco più di un chilometro, permetterà ai visitatori di scoprire una ricca e diversificata fauna e flora: fiori esotici, farfalle, colibrì, pesci dell'Amazzonia, tartarughe, caimani, giardini acquatici, cascate, piscine e bacini.
Tropicalia, situata a Rang-du-Filiers, un piccolo villaggio nel Pas-de-Calais, ospiterà anche uno spazio scientifico con sala conferenze, un laboratorio e una clinica.
I lavori inizieranno nel primo trimestre del 2019 e la serra sarà aperta al pubblico nel 2021. Si prevede che attrarrà oltre 500.000 visitatori all'anno.

Per maggiori informazioni: www.caau.fr

Credit foto: Tropicalia

Postata dalla Redazione

“Nata sotto il segno dei pesci” è il nuovo ciondolo portachiavi realizzato in due colori, verde e blu, con plastica riciclata in parte recuperata dai rifiuti raccolti dai volontari di Legambiente sulla spiaggia di Coccia di Morto lungo il litorale romano vicino alla foce del Tevere.
L’iniziativa è stata ideata da IPR (Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo) e Federazione Gomma Plastica in collaborazione con Legambiente. Rientra nel progetto #AllungaLaVita, campagna informativa sostenuta dai 3 Enti insieme a Corepla, ENEA e ISPRA e nata per sensibilizzare cittadini, istituzioni e stampa sulla corretta gestione dei rifiuti in plastica e sulle conseguenze negative dell’abbandono e di una cattiva raccolta differenziata.
I rifiuti in plastica raccolti sulla spiaggia romana, famosa per essere stata set di un recente film di successo (“Come un gatto in tangenziale”), raggiungono un impianto di selezione e qui vengono suddivisi per tipologia di polimero e quindi avviati al riciclo. Alcuni di questi frammenti rigenerati, uniti ad altri rifiuti plastici provenienti dal circuito della raccolta differenziata, danno vita ai simpatici e colorati ciondoli portachiavi.

Fonte: Polimerica.it

Postata da Stefano

Ad Aarhus, la seconda città più grande della Danimarca, patate, insalata e pomodori crescono in grandi tubi di plastica. L’iniziativa parte da VinylPlus®, associazione europea per la sostenibilità del PVC, per promuovere una produzione alimentare sostenibile attraverso il riutilizzo creativo di rifiuti da costruzione post uso.
L’urbanizzazione rappresenta certamente una delle più grandi sfide dei nostri tempi. Come possiamo fornire cibo sano e a buon prezzo alle città in continua crescita? Una soluzione potrebbe essere appunto l’agricoltura urbana con l’auto coltivazione locale, già utilizzata da oltre 800 milioni di persone nel mondo secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura. I suoi vantaggi sono molteplici: trasporto, imballaggio e sfruttamento del suolo ridotti al minimo, cibo a disposizione di molti e a basso costo.
Alla base di questo progetto c’è il riutilizzo di rifiuti da costruzione in plastica: tubi e grondaie provenienti da vecchie costruzioni sono facilmente disponibili in tutto il mondo. Sono durevoli, resistenti all’acqua e leggeri e quindi molto adatti all’agricoltura urbana fai da te.

Fonte: vinylplus.eu

Postata da Silvia

La grandiosa opera dal titolo “The Starry Paradise” è stata realizzata dallo scultore Wang Cheng-We all’Embrace Cultural and Creative Park di Keelung, a Taiwan (Cina), ricreando “Notte Stellata” (1889), uno dei più celebri dipinti di Vincent van Gogh esposto attualmente al MOMA di New York.
Per realizzare il progetto sono state raccolte e riutilizzate 4 milioni di bottiglie di plastica colorate, donate dai cittadini cinesi al team che ha progettato e realizzato il mosaico. La grandiosa installazione, inaugurata lo scorso dicembre 2017, è visitabile all’interno del parco grazie ad un percorso apposito dedicato ai turisti: migliaia di persone ogni giorno giungono nella località per ammirare la Notte stellata nella sua versione “riciclata”. La somma ricavata è stata devoluta in beneficenza.

Fonte: biopianeta.it

Postata da Pietro

Il progetto “Amico dell’Ambiente”, lanciato nel 2007, coinvolge i cittadini nel riciclo di tappi in plastica per bottiglie. Una volta raccolti, vengono indirizzati ad aziende che si occupano di riciclare queste chiusure riconoscendo anche un corrispettivo a chi ne ha curato la raccolta, aziende, associazioni, scuole o anche privati cittadini.
Sono ben 400.000 gli euro devoluti nei primi 10 anni di attività a coloro che hanno aderito all’iniziativa e si sono con questi impegnati a finanziare altri piccoli progetti in Italia e all’estero.
Amico dell’Ambiente organizza anche visite guidate e laboratori didattici nelle scuole per sensibilizzare gli studenti sul ciclo di vita dei rifiuti.
A supporto di questo interessante progetto, è stata recentemente creata una app per smartphone e tablet che guida tutti gli utenti a individuare quali materiali raccogliere, raggruppa un elenco di associazioni iscritte e aggiorna con news sul settore. E soprattutto calcola velocemente a quanti euro corrispondono i chilogrammi di tappi raccolti!

Fonte: Polimerica.it
Postata da Gabriele

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