Se ti piacciono i teschi non puoi non volere lo sgabello Mexico, creato dallo Studio Job per Qeebo. Uno speciale sgabello a forma di teschio ricoperto da decorazioni che sembrano tatuaggi, e come questi sono ricchi di significati e messaggi. Realizzato in plastica e disponibile in diversi colori, può essere utilizzato anche come tavolino.

Postata da Gianfranco

Situato sulle sponde del fiume Chao Phraya, The Wine Ayutthaya è un nuovo luogo di svago per amanti del vino. L'edificio è stato costruito per diventare una nuova attrazione turistica nella speranza di stimolare l'economia delle comunità locali che circondano Ayutthaya, patrimonio mondiale, e capitale della Thailandia 400 anni fa.
L'interno della casa del vino è diviso in quattro piattaforme, ciascuna funge da punto di osservazione per i visitatori che godono della splendida vista del fiume da diverse angolazioni. Il piano terra invece è occupato da un wine bar. L'edificio è protetto dalla pioggia e dall'umidità da compensati rivestiti con resina e fogli di copertura in plastica. Dall'esterno, le lastre ondulate in plastica ammorbidiscono visivamente l'edificio, mentre nel contempo rendono visibile l’interno attraverso la loro trasparenza.

Postata da Anastasio

Bottoni, bottiglie, vecchi giocattoli, bigiotteria e altri oggetti usati, soprattutto di plastica, sono i tasselli dei mosaici di Letizia Lanzarotti, in arte Lady Be, l’artista ventiseienne del “riciclo” già conosciuta e osannata dalla critica internazionale.
Cresciuta tra Pavia e Dorno, ha esposto a New York, Londra e sulla Tour Eiffel.
La sua prima opera è stata un mosaico con il ritratto di Merilyn Monroe realizzato con giochini di plastica accumulati da bambina. Una sorta di diario dei ricordi con dentro l’infanzia dell’artista che non butta mai nulla. Per Letizia infatti ogni materiale di scarto, se accostato con minuzia, produce arte.
I ritratti di Lady Be sono esplosivi e carichi di colore. Gli oggetti di recupero, reperiti un po’ ovunque e minuziosamente catalogati per dimensione e cromia, diventano occhi, labbra, capelli, attraverso un lavoro che può durare anche mesi. Tra i suoi pezzi più noti ci sono i volti di Coco Chanel, Mozart, Gandhi, Napoleone, Carlo Magno, Dalì, Einstein e poi i Beatles, una costante nella sua produzione pop.
Le sue opere, ormai itineranti, hanno fatto recentemente tappa a Pavia nei Musei Civici del Castello Visconteo con la mostra “I volti che hanno cambiato la storia”, un suggestivo accostamento tra i mosaici antichi di epoca romanica presenti nelle sale espositive e quelli contemporanei di Lady Be.

Fonte: milano.corriere.it

Postata dalla Redazione

Il designer parigino Christophe Machet ha presentato al Salone del Mobile di Milano 2018 il suo progetto chiamato “Pipeline”.
Ha utilizzato la curvatura dei tubi in PVC per formare lo schienale delle sue sedie e il telaio, mentre la seduta l’ha realizzata con del compensato. Machet ha creato il telaio della sedia utilizzando una macchina appositamente progettata, che è stata utilizzata per tagliare il tubo in pezzi standardizzati in modo che il prodotto potesse essere assemblato rapidamente e facilmente. I pezzi sono stati poi dipinti con tonalità bianche, gialle e rosse.

Postata da Eleonora

È magico ciò che è riuscita a fare Martine Camillieri con le bottiglie di plastica, ovvero dare a loro una seconda vita trasformandole in veicoli giocattolo. L’artista ha creato una vera e propria serie di macchine e camion utilizzando contenitori vuoti di plastica, il risultato? Giudicate voi!

Postata da Alice

Il vinile torna in passerella e da lì rientra nei nostri guardaroba.
Tutto ha inizio con lo stilista Karl Lagerfeld che per la sfilata primavera/estate 2018 presenta una donna moderna, urbana e futurista con stivali in PVC e guanti e cappello abbinati.
Un’invasione trasparente, la plastica assume una nuova forma spaziando dall’abbigliamento agli accessori e venendo proposta da molti altri famosissimi marchi di moda. Da Chanel a Prada, fino a brand nuovi come Off-White, la plastica detta tendenza ed è assoluta protagonista delle collezioni primavera/estate 2018 e oltre, fino all’autunno/inverno 2018/2019.

Ma il legame tra vinile e moda ha una storia pluridecennale.
Fin dai suoi primi utilizzi negli anni ’60, è stato sempre sinonimo di originalità, creatività e sperimentazione. Viene scoperto da designer del calibro di Andrè Coureges, Pierre Cardin e Paco Rabanne che hanno colto appieno lo stile hi-tech del vinile utilizzandolo in disegni con forme geometriche semplici, moderne e pulite dove gli indumenti vengono tagliati di netto.
Andrè Coureges, ispirandosi agli stivali da astronauta, usa il vinile nella collezione “Moon Girl” del 1964 per proporre stivali bianchi lucenti a metà polpaccio con fessure nella parte superiore. Idea che presto viene riproposta ovunque.
Intanto in Inghilterra, sulla scia dell’esplosione della pop art, lo stilista Mary Quant usa tessuti con rivestimento vinilico creando quello che in seguito verrà definito “look bagnato”, non solo negli impermeabili ma anche in minigonne e abiti aderenti.
A metà degli anni ’90 gli abiti in PVC caratterizzano prevalentemente le mode giovanili oltre ad apparire spesso anche nei media, tv e riviste.

Nel corso degli anni il vinile è stato in grado di riadattarsi ad ogni generazione e stile fino a tornare ad essere assoluto protagonista delle ultime tendenze. Un materiale resistente e versatile, molto adatto anche per realizzare gioielli e borse.


Fonte: Periodicodaily.com

Postata dalla Redazione

Chi conosce Londra, sa quanto è bello camminare lungo il Tamigi la sera per poi fermarsi a cenare ammirando il London Bridge, il grattacielo Shard e tante altre bellezze. E nel periodo invernale, soprattutto sotto Natale, questo scenario diventa ancora più magico, impreziosito dalle luci e dall’atmosfera di festa.

Bisogna però fare i conti con il rigido clima londinese che non scherza nei mesi più freddi.

Per questo alcuni ristoranti hanno installato delle bolle riscaldate, che nella forma ricordano degli igloo, all’interno delle quali potersi godere un cena rilassante e magari romantica, circondati da poltrone, piante e calde coperte. La scelta della plastica per realizzarle, oltre che per ragioni estetiche e funzionali, deriva dalla sua resistenza unita alle eccellenti proprietà isolanti.

Il primo ristorante che le ha lanciate l’anno scorso è stato il Coppa Club, presto seguito da altre strutture visto l’immediato successo ottenuto.

Quest’anno gli igloo ritornano in varie location della città: al South bank Centre, a Winterland (zona Fuhlam) e Stratford. Un prezioso suggerimento “turistico” se avete in programma un viaggio a Londra in questi mesi invernali.

 

Fonte news e foto: ambienteambienti.com

 

Postata da Alice 

Lo studio olandese PolyLester ha progettato delle tende colorate in plastica. Localizzate ad Utrecht, hanno lo scopo di formare delle oasi urbane in grado di tamponare il brusio del traffico.

Posizionate in cima al Jaarsbeurstrappen della stazione centrale di Utrecht, Aura accoglie coloro che passano, in una scultura composta da tre cilindri definiti da tende colorate trasparenti. Tutti sono invitati a diventare attori e spettatori dello spazio pubblico, o semplicemente fermarsi e godersi il gioco di movimento e luce mentre si mangia un panino o si gode la vista. La grafica contiene 16 tonnellate di acciaio e strisce di plastica da 1,5 km

Aura Utrecht è commissionata da Public Works, un'iniziativa della Fondazione Kunst inhet Stationsgebied, in collaborazione con la città di Utrecht.

Postata da Samuele 

 

Dal 27 settembre al 5 novembre, la sede milanese delle Gallerie d’Italia, il polo museale in piazza della Scala, ospita la nuova installazione di Cracking Art, per festeggiare i dieci anni esatti dalla nascita del coccodrillo rosso. Il museo milanese raggruppa settanta coloratissimi protagonisti, tra chiocciole, lupi, suricati e rondini, tutti realizzati in polietilene, che animano il giardino del grande scrittore milanese.

Dal 2007 il coccodrillo rosso, che, all’indomani della sua esposizione a Oriocenter di Bergamo e sui balconi di Palazzo Beltrami (ufficio dell’allora assessore alla cultura Vittorio Sgarbi) in piazza della Scala è entrato a far parte della collezione d’arte moderna di Intesa San Paolo  e da quel momento è esposto permanentemente nel Giardino di Alessandro Manzoni, parte integrante del polo museale milanese.

Postata da: Marilena

Un paio di occhiali diverso per ogni occasione e vestito, senza spendere molto.. A chi non piacerebbe?

Ci ha pensato l’imprenditore catanese Luca Calvagno lanciando la linea Switchon, occhiali da sole intercambiabili creati in plastica riciclata, soprattutto a partire da tappi e bottiglie.

Ogni lente in policarbonato di diverse cromature può essere installata su tutte le montature, così da personalizzare l’occhiale per ogni occasione creandosi il proprio stile unico e glamour. 

Alcune collezioni sono realizzate interamente in plastica recuperata, altre hanno circa il 65% di riciclo. Sono occhiali unisex, resistenti e proteggono dai raggi ultravioletti.

Un’idea originale che unisce rispetto per l’ambiente a moda e praticità.


Fonte della news: leisi.it

Postata da Simone

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